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MUSICA: VIRTUOSO TEDESCO SCOPRE UN INEDITO DI PAGANINI/ANSA

L'8 E IL 9 DICEMBRE TV TEDESCA ZDF GIRA RITRATTO JELDEN A ROMA

(ANSA) - VENEZIA, 2 DIC - La discografia su Paganini, il
celeberrimo musicista che da pochi giorni ha anche un museo a Genova, si arricchisce di un nuovo inedito, scoperto recentemente nella biblioteca Casanatense di Roma dal virtuoso trentatreenne tedesco Michael Jelden: si tratta del secondo movimento - Adagio (M.S. 49) - che il genio genovese aveva composto per il suo concerto n. 2 in si minore, opus 7 ''La Campanella''.
Il manoscritto contiene la parte del solista e, per la mancante parte orchestrale, solo alcuni schizzi che, ricostruiti minuziosamente da Jelden, gli hanno consentito di arrangiare e completare l'orchestrazione di questo Adagio inedito, che ora si puo' ascoltare in prima mondiale nel suo nuovo Cd (Edizioni Hera 02115).

Jelden ha fatto la sua scoperta casualmente, dopo essersi recato a Roma per controllare le diteggiature dei concerti n. 2 e n.4 di Paganini direttamente sui manoscritti originali, in vista di un nuovo cd. ''Grande e' stato il mio stupore - racconta - quando, invece delle diteggiature, mi sono trovato di fronte un Adagio che non coincideva con nulla di conosciuto e che e' risultato poi essere la parte centrale e inedita del concerto numero due''. E proprio a Roma, oltre che a Berlino, come ha annunciato oggi il suo agente in Italia Clemente Condello, sara' ambientato il ritratto che la televisione statale tedesca ZDF sta girando sull'artista: l'8 e il 9 dicembre prossimi Jelden ripercorrera' nella capitale le tappe della sua scoperta per le ultime fasi della registrazione.

Jelden si e' gia' esibito in diverse citta' italiane, Venezia compresa, ed e' gia' comparso in alcune trasmissioni Rai ma la sua fama e' sicuramente piu' popolare all'estero, in particolare in patria, dove Der Spiegel lo ha definito ''nato per essere virtuoso''. Vogue e Fonoforum lo hanno ribattezzato un ''Paganini zingaro'' e ormai ogni suo concerto e' un successo di pubblico e critica. Dal suo debutto ufficiale nel 1985 Jelden si e' presentato in piu' di 25 Paesi in tutto il mondo e ha realizzato finora 5 cd, con incisioni che spaziano da Bach a Vivaldi, da Brahmas a Mozart, da Schubert a Khachaturian e, naturalmente, Paganini. Le sue esecuzioni del repertorio virtuosistico (Paganini, Wieniawski, Hubay) e le sue interpretazioni potenti dei classici del ventesimo secolo ne fanno uno dei violinisti piu' ammirati degli ultimi anni. La sua grande versalita' e virtuosita' sono impressionanti. Dopo aver
studiato violino con Ricardo Odnoposoff e Valerij Klimov e direzione d'orchestra con Max Pommer e Janos Kulka ha suonato per due anni come solista per una orchestra sinfonica zingara di Budapest ed e' uno dei pochissimi violinisti capaci di suonare integralmente in concerto i ''24 capricci'' di Paganini. Nel 1996, inoltre, ha fondato e diretto nel Teatro della Citta' di Manaus, nel cuore delle foresta amazzonica, il festival di musica classica piu' grande dell'America Latina.

Ma Jelden e' un ''genio'' poliedrico, che parla piu' di dieci lingue e che si e' dedicato parallelamente anche ad altri campi, dalla ricerca nel campo dell'intelligenza artificiale alla linguistica (ha pubblicato diversi dizionari di georgiano, ungherese, tedesco e inglese). Il pubblico italiano resta il suo miglior ricordo: ''I migliori concerti - assicura - li ho fatti in Italia. Ricordo che durante una tournee, a Venezia, per le quattro Stagioni di Vivaldi, il pubblico ha applaudito cosi' tanto che non riuscivo ad andar via. L'orchestra se n'e' andata dopo il quarto o quinto bis, e il pubblico continuava a reclamarmi ancora, cosi' ho continuato a suonare da solo. Ma all'ottavo bis ero stanco anch'io...''.(ANSA).

SAV
2004-12-02 15:17:00 NNNN