Michael Jelden
“…Michael Jelden è un virtuoso della vecchia
scuola, uno che sa il fatto suo. Non è un riflessivo, è
come una fontana scintillante ! Anche nei passaggi più complessi
non perde mai il controllo, la sua intonazione resta impeccabile,
la sonorità svelta ed espressiva come nei grandi violinisti
del passato. Nessuna frase è accidentale, nessun accento
senza intenzione, nessun ornamento solo decorativo. E’ assolutamente
uno dei più grandi violinisti del momento.” (Classics
today)
Questa critica riassume in sintesi il mondo musicale di Michael
Jelden. E’ uno dei pochi violinisti di oggi a dedicarsi, oltre
al repertorio classico, all’”arte del divertimento virtuoso”;
l’artista, che parla otto lingue, presenta i suoi concerti
in un modo gentile, informativo, che non manca di senso dell’umorismo
e riesce ad appassionare il pubblico anche grazie alle sue particolari
scelte di repertorio. Può anche essere definito un esploratore
che rientra con scoperte spettacolari dopo ogni “viaggio”
nelle biblioteche europee e americane.
Michael Jelden, figlio del cantante Georg Jelden, è nato
a Stoccarda nel 1971 e ha studiato sotto la guida di Richard Odonoposoff
e Valerij Klimov; ha debuttato a Norimberga a quindici anni e da
quel momento ha iniziato a dare concerti in tutto il mondo; ha suonato
per due anni con un’orchestra zingara e ha fondato il piú
grande festival musicale nel'Amazonas Brasiliano.
Jelden dimostra un’altissima abilità tecnica affiancata
a versatilità e sicurezza non comuni, in un repertorio che
spazia da Bach e Paganini fino a Hubay e Khachaturian; ha inciso
inoltre numerosi CD e ha pubblicato alcuni libri.
“Sono un violinista un po’ diverso” dice di sé
“non c’è niente di peggio della noia nelle sale
da concerto; i concerti dovrebbero essere divertenti e di altissimo
livello artistico e virtuosistico”. Nei suoi concerti Jelden
cerca il contatto con il pubblico, parla, racconta piccole storie
sul programma; cerca di far compiere al suo pubblico un viaggio
nella fantasia. “Voglio rendere felice il mio pubblico, vorrei
vedere il sorriso sulle facce dopo il concerto”.
Da Paganini fino a Gershwin Michael Jelden mostra sempre un virtuosismo
eccitante e travolgente, ma è anche capace di commuovere;
è un interprete brillante e ardente, sapiente e coinvolgente.
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